Yann Kersalé
Spazio, materia, luce
Come i fari della sua infanzia bretone rappresentano forti segni di demarcazione del paesaggio marino, indispensabili di giorno e di notte sul limitare di cielo, terra e mare, gli oggetti urbani immaginati e progettati da Yann Kersalé devono tutti, nella sua prospettiva, integrarsi e acquisire il proprio significato negli spazi che occupano, strutturano e di cui formano l’architettura...
Essi mettono in movimento luoghi e costruzioni, ridisegnano e ricolorano le città, formando, strada facendo, «percorsi geo-poetici», come lui ama definirli.
Sono già trent’anni che Yann Kersalé è uno «scultore della luce» ispirato da un soffio di creatività. Egli passa da un successo all’altro. Il suo atelier denominato «AIK Expéditions Lumière» non conosce frontiere. La sua ispirazione, che attinge alle profondità della notte, suo universo di elezione e sua materia prediletta, prorompe con il giorno in ognuna delle sue realizzazioni. Come quando interviene su progetti importanti come l’Opéra di Lione, il porto di Saint-Nazaire, sotto le vetrate del Grand Palais a Parigi, sulla passerella della Pace a Seoul o ancora sulla Torre Agbar di Barcellona, uscita dall’immaginario del suo amico Jean Nouvel. O come quando, con lo stesso slancio, sempre in anticipo sul suo tempo, egli crea lampioni urbani per Petitjean. Questi ultimi non hanno più molto a che vedere con le lampade a gas di una volta, se non per la loro funzione principale: illuminare la carreggiata.
«Oggi, il lampione è un oggetto ripetitivo, necessario per la città. Naturalmente esso conserva la propria funzione originale ma, attraverso la sua plasticità, ci fa entrare nel campo dei sensi», spiega lo scultore.
Visionario, Yann Kersalé pensa contemporaneamente l’oggetto per la propria vocazione notturna e la sua dimensione architettonica diurna. Yann Karselè: una firma di grande prestigio per Petitjean.

